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stagedaoblique
diario dello stage da oblique


Diario


25 marzo 2010

quarantacinquesimo giorno, laura

questa settimana è andata un po' così, sono stata impegnata due giorni su cinque con analisi e monitoraggi, ho incontrato uno dei peggiori medici mai visti in vita mia, ho l'impressione di correre 18 ore su 24 (ma mi dicono che non è un'impressione). mi ci vuole un fine settimana di recupero.
a lunedì
laura




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24 marzo 2010

carmen, ventinovesimo giorno


Per accontentare quel tipo che mi è apparso in sogno qualche notte fa e che mi ha detto: "Ohè, ma tu su quel blog non ci scrivi mai nulla di quello che succede realmente durante lo stage?". Un tipo distratto. Sicuramente uno di quelli che ama i reality. Allora: in questo momento, mentre mi occupo di un nuovo manoscritto di un aspirante scrittore, sto instaurando una sorta di relazione simbiotica con la tipa che abita di fronte attraverso la finestra. Io mi chiedo che cosa faccia tutto il giorno ininterrottamente al telefono sul suo balcone. Lei certamente è tutto il giorno che si chiede che cosa ci faccio io seduta immobile da sette ore a guardare dritto davanti a me. Devo sembrarle catatonica. Lo schermo del pc non può vederlo, è coperto dalla colonna.

carmen

 




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23 marzo 2010

carmen, ventottesimo giorno

Se non è la primavera a farmi questo, allora sono i libri.

carmen




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23 marzo 2010

quarantaquattresimo giorno, laura

Nuova settimana, nuovi lavori. Mi piace questa varietà, e anche la stanchezza buona dopo una giornata di lavoro intenso... Anche se devo dire che la deambulazione per le scale e gli spostamenti iniziano a pesare un po'. Inoltre, a tutti gli impegni di cui i lettori del blog sono già informati, si è aggiunta, questa settimana, la presenza a casa mia di una famiglia di cari amici finlandesi, padre madre e bambina di un anno. Perciò fra i miei ruoli c'è anche quello di ospite perfetta (si fa per dire...). Ma non stasera, perché naturalmente mollo tutto per la seconda serata 8x8. Venite?
laura




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22 marzo 2010

carmen, ventisettesimo giorno

Di tanto in tanto vado a leggere il blog di mirko, credo il primo stagista obliquo della storia. All'inizio perché mi chiedevo "ma cosa dovrò scriverci in un blog?", adesso così, un po' per ispirazione.
Del suo blog mi è rimasta da subito impressa una delle ultime frasi dell'ultimo post, in cui dice a tutti che chissà, magari si rincontreranno tra le pagine di un romanzo. Ho pensato immediatamente a quanto mi piacerebbe scriverlo anche io, "ci rincontreremo, chissà, nelle pagine di un romanzo", non solo avvertendo già la sensazione che lo scriverò -- o che lo sto scrivendo --, ma dando anche per scontato che qualcuno potrebbe volerlo leggere e, prima ancora, addirittura comprare.
Chissà cosa scriverò io su questo blog, l'ultimo giorno. Forse me ne andrò via senza far rumore, come certi padri che escono mentre i figli dormono ancora (certo che le pubblicità barilla possono far male, soprattutto nell'età infantile), forse invece organizzerò un sondaggio on line sulle eventualità lavorative del mio futuro (non so, potrebbe essere una specie di gioco a premi, ognuno di voi potrà dire la sua su quello che secondo voi mi attende -- come indizi credo vi possano bastare le ragionevoli opinioni che esprimo nei miei post -- e poi per i risultati vediamo che succede. Ovviamente potrete avvalervi delle leggi che nel frattempo avranno approvato in merito alla situazione, avere l'attenzione ben piantata sull'attualità potrà fornirvi altri indizi utili).
Quel che è certo è che io l'ultimo giorno non concluderò il blog dandovi appuntamento in un romanzo o in qualsiasi libro che vorrei scrivere. Purtoppo.

E poi.
E poi, tanto per incentivare la lettura di questo blog.
Che ne dite di dare il via al gioco "Gira la ruota"?
Al contrario di quello che potreste pensare, non vi chiederò di indovinare una frase nascosta (ciao Mike). E' molto più facile. Ogni settimana vi darò un tema che ha a che fare con l'editoria o con i libri in generale e voi mi scrivete cosa ne pensate.
Eh? La ruota? Eh... semplice, la ruota è quella del criceto che, simbolicamente o no, a seconda dei casi (il mio alberga davvero nel mio cervello) corre sulla sua ruota mentre gli esseri umani pensanti e non pensanti si sforzano di capire o di partorire una qualsiasi idea. Il mio spesso arranca, poveretto, a volte mi fa pena.
Bando alle ciance... Ci state?? Si gioca??
vabbè proviamo con il primo tema, vediamo se ha successo.
Questa settimana vorrei sapere cosa ne pensate su

                                                   IL BOOKTRAILER

non scrivo nulla per non influenzarvi. Voglio che vi sbizzarrite! (fategli fare un po' di palestra, sennò si atrofizza).

carmen

      




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19 marzo 2010

quarantaduesimo giorno, laura

Che bello, oggi ho finito un lavoro lunghissimo che mi ha impegnato quasi esclusivamente per tre settimane. Non sarà certo perfetto, ma è finito. In più è quasi primavera, il che ha i suoi lati negativi (allergia al polline) ma naturalmente moltissimi lati positivi, ad esempio potrò presto abbandonare la giacca di lana che mi fa assomigliare all'amico di Robin Hood, Little John (o a Babbo Natale, come preferite).
A lunedì,
Laura




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18 marzo 2010

carmen, venticinquesimo giorno

Ditemi un po', com'era l'odore dei gas di scarico delle automobili negli anni Ottanta? (che cavolo di domanda è?, vi starete chiedendo. E infatti). Vabbè dai, lasciamo perdere.
Anzi, no. Vi capita mai di sentire un odore che in un attimo vi riporta indietro nel passato -- ovviamente sì --, un odore proustiano, un profumo di lasagne fatte da vostra nonna appena sfornate o l'inconfondibile tanfo muffito che ha accompagnato tutti i pranzi consumati alle varie mense scolastiche della vostra vita? (una mia cara amica mi disse una volta che il suo odore preferito è la puzza di cacca di cavallo, perché le ricorda quando da piccola andava al maneggio -- la nostalgia può scuotere le pulsioni più incredibili). Insomma, se vi dico che ieri mi passa vicino un'automobile che lascia una scia di gas, una puzza, intendiamoci, cattiva eh, ma che non ha l'odore solito? Il solito odore che ha quel fumo intossicante che sputano le marmitte malandate e non. Era una puzza diversa ma familiare, era la puzza delle macchine della mia infanzia. Ne sono certa. Una sniffata di veleno mi ha riportato indietro di vent'anni. Ma perché, com'era l'odore dei gas di scarico delle automobili degli anni Ottanta?

Facciamo che, nel palazzo in cui entrate ogni giorno, ogni giorno incontrate una vecchia signora. Vi accorgete subito che è un po' matta, sia perché vi riempie di chiacchiere senza capo né coda (ma quello lo fate anche voi, anche voi ogni mattina in piedi davanti allo specchio del bagno vi riempite di chiacchiere inutili), ma soprattutto perché la prima volta che l'avete incontrata, il 10 di febbraio, fuori nevicava e lei scendeva con il sacchetto dell'immondizia in mano, vestita solo di una vestaglietta di cotone senza maniche, e così usciva nella tormenta.
Facciamo che quella signora l'avete incontrata tutti i giorni, ma ormai non avete fatto più caso a come è vestita (oltre che, ovviamente, a quello che vi dice).
Facciamo che arriva la primavera e che l'ultima volta che l'avete incontrata c'è proprio un bel sole. Si sta bene. Lei ha il solito sacchetto, non riesce ad aprire il portone, voi l'aiutate, lei vi dice: "Oh finalmente inzia a far caldo!". "Ah!", pensate voi, "allora si accorge del tempo che fa!", e finalmente ci fate caso. Abbassate lo sguardo. Lo riconoscete immediatamente, e capite che l'avete visto ogni giorno, per mesi. E' il vestito del primo giorno, quello leggero senza maniche. L'unico vestito che possiede.

carmen




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18 marzo 2010

quarantunesimo giorno, laura

Risento dell'insonnia di stanotte. Com'è normale, iniziano le prime preoccupazioni. Non so perché, ma al corso hanno pensato che fosse una buona idea farci vedere varie diapositive con le fasi del parto. Era meglio di no! Venti donne con l'addome globoso si guardavano intorno pallide e smarrite. Vabbè, in qualche modo faremo. Sto pensando che, dopo, mi mancherà un po' la pancia, è un ottimo antistress palpeggiarla mentre cerchi la definizione corretta per la tua revisione di traduzione. Come quelle palline di gomma con lo smile.
Laura




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17 marzo 2010

quarantesimo giorno, laura

qui siamo rimaste solo in due, e ora la mattina mi sento sola. per modo di dire, perché c'è sempre chi segnala la sua presenza scalciandomi con grazia gli organi interni...
laura




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16 marzo 2010

carmen, ventitreesimo giorno

Oggi si scopre che Salinger odiava il mondo. Sono state appunto messe in mostra negli Stati Uniti una quindicina di lettere inedite in cui J.D. rivelava di essere ancora quello dell'adolescenza schifa, del mi lasciò secco, dei maledettamente, al diavolo e compagnia bella. A questo proposito mi colpì un articolo su Repubblica del mese scorso scritto da Veronesi che parlava di Diderot. Sicuramente la conoscerete tutti la storia della statua interiore, quella che l'adolescente costruisce con la sua ingenua saccenza, convinto di aver già capito tutto e con l'ambizione di poter dare una forma immutabile al proprio modo di essere. Io non l'avevo mai sentita ma l'ho abbracciata immediatamente come una fede. L'adolescente non sta passando un periodo di transizione e vulnerabilità dal quale sguscerà fuori appena dentro di lui si farà strada la fiaccola della maturità. Al contrario, l'adolescente sta costruendo irrevocabilmente quello che sarà per tutta la vita. Sta construendo la propria immagine con il marmo. Quell'idea di sé alla quale tenderà sempre e che sarà fonte di grandi sofferenze perché probabilmente non riuscirà ad assomigliarle quanto vorrebbe.
Ecco perché tutti scrivono dell'adolescenza! fateci caso, quanti romanzi (ma anche film) si scrivono sugli adolescenti? e gli autori (e i lettori/spettatori) è da un pezzo che sono fuori tempo massimo per essere considerati adolescenti (anche perché gli adolescenti veri da che mondo è mondo se li chiami mocciosi si inalberano come fiere). Insomma, dall'adolescenza non ci si libera mai, e questo perché quando ci siamo dentro diamo alla nostra persona un peso enorme (come non ci accadrà più nella nostra vita: è vero o non è vero che il ricordo della compagna di banco del liceo che si spiava dietro gli occhiali spessi 3 cm fa ancora battere il cuore al quarantenne con mogli, figli e amanti a carico?). Mettiamoci poi che gli scrittori sono una specie alquanto nostalgica...
ok, non so perché mi sono lanciata in questo discorso ma sento che, senza volerlo minimamente, suona come un'apologia degli scrittori di young adult e simili, come a dire che non è che lo fanno perché hanno scoperto la gallina dalle uova d'oro ma perché sono sinceramente ispirati dai sentimenti adolescenziali. Va bene, in fondo può essere che sia così. Certo è che ognuno fa quel che può (da leggersi anche come "ognuno ha avuto l'adolescenza che ha avuto"). Salinger dichiara odio verso tutti e Moccia invece amore verso tutti. Il mondo è bello perché è vario.

carmen
  




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16 marzo 2010

trentanovesimo giorno, laura

oggi decisamente meglio (ma è un caso, ho beccato un dialogo). ancora un paio di giorni e finisco questo lavoro che mi ha impegnato più o meno esclusivamente per tre settimane. sicuramente la cosa più grossa che ho fatto finora. i primi giorni mi muovevo sul testo con estrema circospezione (per non dire goffaggine), poi mi sono rilassata un po'. spero non troppo! e spero di non aver fatto troppi casini.
ora vado, perché il mio percorso incrocia sempre tutti i cortei che si organizzano a roma.
a domani,
laura




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15 marzo 2010

trentottesimo giorno, laura

Inizia un'altra settimana. Stavolta che è lunedì si sente, non riesco a essere perfettamente concentrata. Sarà anche che oggi sono sola (proprio oggi che mi ero portata il pranzo), che mi sono impelagata in un punto particolarmente filosofico della revisione di traduzione che sto facendo. Sarà che ho dimenticato di accendere la luce...
a domani, con più energia
laura




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11 marzo 2010

carmen, ventesimo giorno

Cara laura, ti sbagli. Non ho il tempo di leggere quello che vorrei, o meglio, non ho il tempo giusto da dedicare ai libri che vorrei. Ho la testa piena di pezzi, pezzi di romanzi, saggi, articoli, interviste, conversazioni, al punto che a volte non sono più in grado di ricondurli a un tutto originario. Mi preoccupa questa cosa. Mi torna in mente una frase e per qualche minuto mi chiedo ossessivamente dove l'ho letta (ascoltata?) prima di gettare la spugna temendo -- seriamente -- di soffrire di arteriosclerosi galoppante precoce. Alla fine mi dico che non è importante il tutto, che è meglio così, meglio avere la testa piena di pezzi, chissà che un giorno non si mischino tra di loro fino a generare qualcosa di nuovo. E anche se no, anche se restassero per sempre così, sparsi, a galleggiare nella mia mente, saranno come i residui di una nave affondata a cui aggrapparsi in emergenza.

Oggi ho appreso una grande lezione. Ma non la rivelerò a nessuno. A nessuno mi permetterei mai di sottrarre la possibilità di sbagliare e poi di sentirsi vagamente idioti come mi sento io in questo momento. Credo comunque che faccia bene. O almeno lo spero.

carmen




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11 marzo 2010

trentasettesimo giorno,laura

eccomi qui, di corsa come al solito. ho fatto un po' di conti, sta per iniziare l'ultimo mese di stage. poi dovrò smettere per cause di forza maggiore. devo dire che un po' mi dispiace già. in compenso spero di poter ricominciare a leggere anche qualcosa di non-oblique (beata la mia collega carmen che ne trova il tempo!)
laura




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10 marzo 2010

carmen, diciannovesimo giorno

Oggi giornata di spesa. Da Melbook store.
Ho comprato:
1) "Non conosco il tuo nome" di Joshua Ferris
2) "Ogni cosa è illuminata" di Jonathan Safran Foer
3) "Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?", di Jonathan Safran Foer

Il primo perché ho visto l'altro ieri la foto dell'autore su Vanity, ovviamente il giorno prima lui era alla Feltrinelli di piazza della Repubblica e io, ignorando ancora il suo aspetto fisico, ho pensato bene di non andarci);
il secondo perché costa nove euro in edizione economica;
il terzo perché è una vita che voglio diventare vegana e ho bisogno di un detonatore (ho letto in libreria la parte sui polli e ho capito che dopo quella sui maiali ci potrebbe essere una seria possibilità che io raggiunga il mio obiettivo).

Che ne dite? Fatemi sapere cosa ne pensate, sui libri, ma soprattutto se quelli sopra citati possono essere i criteri di scelta di una che dice di voler fare l'editor.

carmen




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10 marzo 2010

trentaseiesimo giorno, laura

alti e bassi. ieri ho lavorato come un treno, oggi in nessun modo riesco a concentrarmi. davvero è solo mercoledì? il che comunque è ancora una buona notizia, viste le scadenze che ho per venerdì.
spero che le mie colleghe stiano meglio,
laura




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9 marzo 2010

carmen, diciottesimo giorno

Non è tanto una questione di temperatura. E neanche il problema di dove metto l'ombrello fradicio che oltretutto non mi è servito a molto se sono tutta zuppa. E tantomento una questione d'umore -- il fatto che il grigio deprime e via di seguito. Per me è un problema di piedi. Sissignore. Sarà che il freddo dà ludicità ai pensieri, che aiuta a restare pronti e vigili sul lavoro, che tempra corpo e spirito (questa poi!). Sarà, ma a me, quando mi si gelano i piedi, il cervello non mi gira. E in questo momento che ho i piedi come due pezzi di ghiaccio, figuratevi come riesco a pensare a cosa scrivere sul mio dossier (sempre quello, eh, la calma è la virtù dei forti).

Ma pensiamo positivo. Stasera grande prima mondiale del concorso 8x8 (esagerata?? perché, c'è un altro 8x8 nel mondo?? non mi pare!!!!), ecco l'evento che smorzerà la noia di questo continuo scrosciare. Anche se, a dirla proprio tutta, a me piacerebbe partecipare come concorrente. Certo sarebbe molto meno divertente, molto ma molto meno piacevole, perchè a quest'ora starei morendo di paura (spesso mi capita di morire di paura, anche di morire, in generale muoio con molta facilità). Però immagino che soddisfazione il dopo, il dopopaura. Spesso faccio cose di cui ho molta paura (e non perché abbia voglia di stupirmi con cose che richiedano particolare coraggio, ma perché soffro di fifa cronica e quindi ogni evento è buono per farmela sotto), perché poi, se riesco a farle (queste cose che tutto il mondo affronta quasi senza accorgersene, come sbattere le palpebre, e che per me richiedono una lunga preparazione psicologica), dopo mi sento un eroe.
Un eroe! Che sensazione impagabile!
Non c'è niente più sano di un bel delirio di onnipotenza per affrontare bene una schifosa giornata di pioggia.

carmen





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9 marzo 2010

quinta settimana, secondo giorno, michi

per ora ho usato un espediente, direi anche piccolo. le mattinate che iniziano con la pioggia mi devastano la partenza. poi a piazza bologna tutto passa, di solito, ma oggi ho ancora i pantaloni e gli stivali completamente bagnati, un freddo becco e un umido peicoloso. oscar: stasera andiamo insieme a 8x8? per tutti gli altri: ci vediamo lì, a dopo...




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9 marzo 2010

trentacinquesimo giorno, laura

buongiorno! stasera, come certo saprete, c'è la prima serata di 8x8. intervenite numerosi!
io sarò quella che somiglia a una mongolfiera blu
laura




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8 marzo 2010

carmen, diciassettesimo giorno

Più riempio e più mi svuoto.
Vorrei iniziare un altro lavoro anziché correggerne uno malfatto. E poi, più cambio, modifico, mi distanzio, più mi sembra che resti uguale, sempre uguale a se stesso. Ho la sensazione di rimestare una minestra riscaldata (che si è fatta colla da un pezzo).
Fortuna che esco dal primo weekend passato in emergenza -- voi che passate i vostri sabato sera a correggere bozze, e voi che andate in gita domenicale col vostro pacchetto di fogli sotto il braccio... eh, ma non è male, e poi c'è il lavoro di squadra che dà energia.
In questo momento siamo io e la foto dello scrittore che mi osserva dalla sua Africa di qualche decennio fa.

carmen




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